Esame di Maturità (per lo Stato): Bocciati in Economia, ci si affida all'Inquisizione Culturale
Mentre il Paese arranca con un PIL da prefisso telefonico, la Lega lancia la sua manovra-spettacolo: test di italianità per i diciottenni nati qui e pugno di ferro contro i "maranza". E i 5,7 milioni di poveri? Che imparino l'inno di Mameli, poi si vedrà.
Priorità da Defcon 1: il Trivial Pursuit della Cittadinanza
Signore e signori, tenetevi forte. Mentre l'Istat ci delizia con previsioni di crescita per il 2025 che definire "modeste" è un atto di ottimismo sfrenato – parliamo di un misero +0,5% – il nostro governo ha individuato la vera, impellente emergenza nazionale: assicurarsi che un diciottenne nato e cresciuto a Poggibonsi, ma con nonni marocchini, sappia a memoria i sette re di Roma.
La Lega, con una mossa che odora di disperazione e naftalina, ha depositato alla Camera una proposta di legge che, come riportato da testate come Sky TG24 e Fanpage, mira a complicare la vita a chi italiano lo è già di fatto, ma non ancora di timbro. Il leader Matteo Salvini l'ha messa giù semplice sui social: "La cittadinanza è una cosa seria, e va trattata come tale!". E cosa c'è di più serio, in un Paese con 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, di un bell'esame di "integrazione" per vagliare la conoscenza "delle regole sociali e giuridiche minime"? Chissà se tra le domande ci sarà anche "Come si sopravvive con un salario da fame mentre l'inflazione galoppa?".
Operazione "Anti-Maranza": quando il Nemico Pubblico ha la Tuta e le Sneakers
Ma non è tutto. La proposta, che il deputato leghista Jacopo Morrone ha definito con orgoglio "anti-maranza", è un capolavoro di distrazione di massa. Mentre l'economia tedesca, nostra principale partner, è in affanno e frena le nostre esportazioni, e mentre il tasso di occupazione, pur ai massimi storici, nasconde un'emorragia di giovani e donne dal mercato del lavoro, noi dichiariamo guerra a ragazzini col cappuccio.
Il pacchetto prevede, tra le altre cose, l'ampliamento dei casi di revoca della cittadinanza e una stretta sui ricongiungimenti familiari. Perché, si sa, il vero problema non è un sistema produttivo stagnante o un welfare che scricchiola, ma la possibilità che Ahmed, che lavora in cantiere da 15 anni, possa finalmente far venire in Italia sua moglie. Come sottolinea Quotidiano Nazionale, la proposta sembra voler "disincentivare i flussi e il (residuo) richiamo dell'Italia". Missione compiuta: tra poco, per venire qui, bisognerà essere masochisti certificati.
Un Paese in Anemia a cui si prescrive il Salasso Identitario
Analizziamo il quadro, per non farci prendere per pazzi. Le previsioni economiche, come quelle di Prometeia e Legacoop, indicano una crescita trainata quasi esclusivamente dal PNRR, un doping di Stato che, una volta finito l'effetto, ci lascerà con gli stessi problemi strutturali di sempre. L'Istat conferma che a sostenere la baracca nel 2025 e 2026 sarà quasi solo la domanda interna, con un apporto negativo da quella estera.
In questo scenario da brividi, con un'intera generazione che, come riporta Italia Informa, resta intrappolata "tra contratti brevi, salari bassi e salti continui tra lavoro, inattività e formazione episodica", il governo cosa fa? Invece di pensare a politiche industriali serie, a rinnovare i contratti scaduti o a combattere una povertà che, secondo i dati Istat, colpisce soprattutto stranieri e minori, si lancia in una crociata identitaria.
Il Grande Inganno: più Bandiere, Meno Pane
È il più vecchio trucco del manuale del potere populista: quando non sai risolvere i problemi reali, inventane uno immaginario. E agitalo davanti agli occhi della gente. Il "maranza" diventa così il nuovo capro espiatorio, il perfetto mostro da sbattere in prima pagina per non parlare del fatto che, come segnalava già nel 2024 Avvenire citando l'Istat, un italiano su quattro è a rischio povertà o esclusione sociale.
La proposta leghista, che raddoppia i tempi di residenza per fare richiesta e introduce test di cui nessuno sentiva il bisogno, non è una misura di sicurezza. È un'operazione di marketing politico sulla pelle di ragazzi che sono italiani in tutto, tranne che per un pezzo di carta che una politica miope e impaurita vuole trasformare in un diploma di laurea in "Italianità Approvata dal Viminale".
Alla fine, la domanda sorge spontanea: ma questo esame di integrazione, non dovrebbero farlo per primi certi ministri? Un test per verificare la loro adesione ai problemi reali del Paese, la loro conoscenza della Costituzione (quella che parla di uguaglianza, non di quiz culturali) e la loro capacità di formulare una frase di senso compiuto che non contenga le parole "sicurezza", "clandestini" o "prima gli italiani". Temiamo che, a quel test, verrebbero bocciati in massa. E senza possibilità di appello.
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