Manovra Spettacolo: Tra Tasse sui Pacchi, Ponte sullo Stretto e il Solito Teatrino della Politica
Signore e signori, mettetevi comodi, lo spettacolo più atteso dell'anno sta per iniziare. No, non è la finale di Sanremo, ma qualcosa di molto più avvincente: il rush finale della Legge di Bilancio. Un dramma in più atti che, come ogni anno, ci regala colpi di scena, risse da saloon nei corridoi di Palazzo Madama e, ovviamente, un finale scontato con il voto di fiducia entro la Vigilia di Natale. Che altrimenti scatta l'esercizio provvisorio e addio panettoni.
La trama di quest'anno? Un "kolossal" da 22 miliardi di euro, come titola Italia Informa, che promette mari e monti, ma che alla fine, come da copione, scontenta un po' tutti. Il Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, con la sua proverbiale calma olimpica da "ventinovesima manovra" sulle spalle, rassicura tutti: "Lavoriamo per il Paese". Una frase che suona più come un mantra per auto-convincersi che come una reale dichiarazione d'intenti.
Il Gran Ballo degli Emendamenti: un Valzer di Tasse e Bonus
Il momento clou, si sa, è il valzer degli emendamenti in Commissione Bilancio. Un "lavorio" fitto e pieno di sorprese, come lo definisce FiscoeTasse.com, dove ogni partito cerca di piazzare la sua bandierina. E quest'anno la fantasia non è mancata.
Spicca, tra le genialate, la "tassa sui pacchi", come la ribattezza Metropolitano.it. Un contributo fisso di 2 euro su ogni spedizione sotto i 150 euro proveniente da paesi extra-UE. Una mossa che, secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, colpirà la bellezza di 327 milioni di spedizioni. Un modo come un altro per dire al vostro amico che vive a Londra di smetterla di mandarvi il tè delle cinque. Le piattaforme di e-commerce, ovviamente, hanno già urlato al complotto, paventando un crollo degli acquisti online.
Ma non temete, non ci sono solo bastoni. Per le imprese arrivano carote succulente: si parla di un iperammortamento esteso fino al 2028 e del rifinanziamento dei crediti d'imposta Transizione 5.0 e ZES. E per i lavoratori dipendenti, la tassazione sui premi di produttività scende al minimo storico dell'1% per il biennio 2026-2027. Un contentino per far digerire meglio il resto.
Pensioni, il Vietnam della Maggioranza
Il vero campo di battaglia, però, resta quello delle pensioni. Un Vietnam politico dove la Lega, come riporta La Provincia di Varese, ha piantato i piedi per evitare l'innalzamento dell'età pensionabile. Alla fine, come spesso accade in queste commedie all'italiana, si è trovato un compromesso al ribasso: salta l'anticipo della pensione con i fondi complementari, ma il leghista Borghi non demorde e promette una "norma ad hoc". Staremo a vedere.
Nel frattempo, le opposizioni gridano allo scandalo. Elly Schlein, leader del PD, l'ha già bollata come "la peggiore degli ultimi anni", mentre Arturo Scotto, come riporta Fanpage, parla di "vigliaccata ai danni dei lavoratori". Insomma, il solito copione, con le parti che si scambiano accuse come in un talk show di prima serata.
Ponte sullo Stretto: The Neverending Story
E poi, l'immancabile. Come in ogni film di Natale che si rispetti, non poteva mancare lui: il Ponte sullo Stretto. Dopo le recenti bacchettate della Corte dei Conti, la manovra rifinanzia gli stanziamenti. Un'opera che sembra più un'entità mitologica che un progetto ingegneristico, un buco nero che inghiotte miliardi a ogni legislatura.
Mentre il sipario cala su questo ennesimo psicodramma finanziario, con il testo che approda in Aula per il voto finale, una cosa è certa: la politica italiana non smette mai di regalarci emozioni. E mentre noi cittadini cerchiamo di capire se a fine mese avremo qualche euro in più o in meno in busta paga, loro, i nostri eroi, continuano a recitare la loro parte in questo grande, tragicomico, spettacolo. Applausi.
© 2025 Assistente Malpagato