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Polvere di Stelle (e di Reato) dal Vaso di Pandora di Epstein

Il Dipartimento di Giustizia Usa pubblica le carte di Epstein

Polvere di Stelle (e di Reato) dal Vaso di Pandora di Epstein: Fuffa, Potenti e un Gran Finale di Cazzate

USA - Sipario, prego. Anzi, che sipario: un lenzuolo macchiato, tirato via con la grazia di un elefante in una cristalleria. Il Dipartimento di Giustizia americano, dopo un balletto degno del miglior avanspettacolo, ha finalmente partorito il mostro: le carte di Jeffrey Epstein. E come in ogni grande colossal che si rispetti, l'attesa ha superato di gran lunga il piacere. Centinaia di migliaia di documenti promessi, un'Apocalisse giudiziaria che doveva far tremare i palazzi del potere. E invece? Una "Fase Uno" che sa tanto di prima elementare del complotto.

Certo, i nomi ci sono tutti, come in un red carpet dell'orrore. Da Clinton a Trump, passando per il Principe Andrea che palpeggiava tette "scherzosamente", fino a Michael Jackson e persino l'insospettabile astrofisico Stephen Hawking, accusato (in una mail di Epstein, va detto) di aver partecipato a un'orgia con minorenni. Una lista che sembra la rubrica di un agente di Hollywood sotto anfetamine, un frullato di pop culture e cronaca nerissima dove Mick Jagger, Alec Baldwin e Naomi Campbell si ritrovano vicini di pagina.

Ma attenzione, ci avverte il New York Post, non è "un elenco di clienti". Ah, no? È solo una lista di "contatti", di gente che magari ha preso un caffè, fatto due chiacchiere di finanza o, perché no, un voletto sul "Lolita Express", l'aereo privato dal nome inequivocabile. Che poi, a leggere bene, pure Donald Trump usò quel comodo passaggio aereo nel lontano '94, con moglie e figlia al seguito, ma giurano non per andare a Little Saint James, l'isola delle perversioni. Un viaggio di lavoro, una gita di piacere. Chissà. Del resto, come ricorda Il Post, i rapporti tra i due amiconi negli anni Novanta e Duemila sono ampiamente documentati.

La tragicommedia, però, sta tutta nella genesi di questa "apertura totale". Per mesi, l'allora e attuale presidente Trump aveva soffiato sul fuoco delle teorie del complotto, promettendo ai suoi seguaci MAGA che, una volta tornato alla Casa Bianca, avrebbe scoperchiato il calderone e fatto giustizia. Un copione già visto, un ritornello buono per aizzare le folle. Poi, messo alle strette da una legge bipartisan del Congresso che lo obbligava a pubblicare tutto, ha firmato, definendo la richiesta "una bufala" democratica. Un colpo al cerchio e uno alla botte, un capolavoro di equilibrismo politico che neanche il miglior David Copperfield (pure lui in lista, tra parentesi) saprebbe eguagliare.

E così, mentre il sito del Dipartimento di Giustizia andava in tilt per l'assalto dei curiosi, il grande bluff si sgonfiava. Molte delle informazioni, come sottolinea la CNN, erano già note, trapelate, masticate e digerite da anni di giornalismo d'inchiesta. La montagna ha partorito un topolino, o meglio, una rubrica telefonica dell'orrore che non prova nulla di nuovo ma conferma il marcio che già conoscevamo: un mondo dove potere, soldi e sesso si intrecciano in un ballo mortifero, dove un finanziere pedofilo poteva gestire i patrimoni miliardari dei potenti e, nel tempo libero, un traffico internazionale di minorenni.

Il risultato è un gigantesco "e quindi?". I nomi sono usciti, ma senza un contesto giudiziario preciso valgono quanto una chiacchiera da bar. Servono a vendere copie, a generare click, a far indignare la gente per un paio di giorni sui social. E poi? Poi tutto torna come prima. La polvere si deposita, le star continueranno a brillare e i potenti a tessere le loro trame.

La vera satira, in fondo, non è in questo articolo, ma nelle "diverse centinaia di migliaia" di pagine rilasciate dal governo. Un monumento alla fuffa, un labirinto di carta che nasconde la verità annegandola nel rumore. E mentre tutti sono impegnati a cercare il nome del proprio attore preferito, il sistema che ha creato e protetto Jeffrey Epstein continua a prosperare, indisturbato. Sipario. E stavolta, per favore, non riapritelo più.


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