Ascolta l'ultima puntata del podcast

L'Esercito dei Gessetti Colorati: Salvini Vuole Più Soldatini in Strada, ma i Berluscones Fanno i Capricci

Pressing della Lega per più militari a Strade sicure, scontro con Forza Italia perche amano tanto i soldatini in strada?

L'Esercito dei Gessetti Colorati: Salvini Vuole Più Soldatini in Strada, Ma i Berluscones Fanno i Capricci

Nel grande teatrino della politica italiana, dove la percezione conta più della realtà e un tweet vale più di una legge di bilancio, va in scena l'ultimo, esilarante psicodramma della maggioranza: la guerra dei soldatini. Da una parte, il Capitano Matteo Salvini, in perenne campagna elettorale, che brama più divise mimetiche sui marciapiedi come un bambino capriccioso desidera l'ultimo modello di G.I. Joe. Dall'altra, gli orfani del Cavaliere, quelli di Forza Italia, che di colpo si scoprono fini strateghi militari e storcono il naso all'idea di trasformare le nostre città in un gigantesco Risiko a cielo aperto.

La Lega, con la delicatezza di un elefante in una cristalleria, ha depositato una risoluzione in Commissione Difesa per aggiungere "almeno altri 1.000 uomini e donne dell'Esercito Italiano" al già nutrito contingente di 6.800 unità dell'operazione "Strade Sicure". A lanciare l'offensiva, il capogruppo leghista in commissione, Eugenio Zoffili, che con piglio marziale ha dichiarato: "La nostra priorità è potenziare ulteriormente il controllo del territorio". Un mantra, quello della "sicurezza", che il Carroccio ripete come un disco rotto, incurante del fatto che, secondo i dati del Censis e del Ministero dell'Interno, i reati più efferati come gli omicidi volontari siano in calo da un decennio. Ma si sa, i numeri sono noiosi, mentre un bel soldato in mimetica fa subito "ordine e disciplina", e soprattutto, fa tanto share sui social.

Peccato che gli alleati, questa volta, non sembrino disposti a giocare. A guastare la festa ci ha pensato prima Fratelli d'Italia, con il capogruppo al Senato Lucio Malan che, intervistato da Repubblica, ha gelato le ambizioni leghiste: "I soldati devono fare i soldati. È preferibile avere forze di polizia nelle città". Apriti cielo. L'omologo leghista Massimiliano Romeo, sentendosi tradito, ha replicato stizzito, accusando i meloniani di comportarsi "come i governi di centrosinistra" e dimenticare "l'effetto deterrenza dei militari nelle strade".

Poi è arrivata la stoccata di Forza Italia. Il portavoce Raffaele Nevi ha fatto notare, con una logica quasi disarmante, che sono gli stessi militari a non voler essere usati come poliziotti, avendo "un altro tipo di formazione". Una presa di posizione che ha mandato su tutte le furie i leghisti, i quali hanno accusato gli azzurri di danzare "un discutibile valzer di posizioni sulla sicurezza". La cosa più comica? È che proprio un governo Berlusconi, nel lontano 2008, diede il via a questa operazione, nata come "eccezionale" e diventata, proroga dopo proroga, cronica.

Ma perché questa ossessione salviniana per i soldatini? La risposta, come sempre, sta nel marketing politico. Con un governo che arranca e un consenso da puntellare, la Lega ha bisogno di un segnale "visibile e immediato", come suggeriscono alcune analisi politiche. E cosa c'è di più visibile di una camionetta dell'Esercito parcheggiata davanti alla stazione Termini? Poco importa se poi, come sottolineato da più parti, l'operazione "Strade Sicure" distolga i militari dal loro addestramento primario, indebolendo di fatto le Forze Armate. L'importante è dare al popolo l'illusione della sicurezza, anche se i dati Istat ci dicono che a crescere sono le truffe online, contro cui un plotone di alpini può fare ben poco.

E i costi? Ah, i costi. Un dettaglio trascurabile. Già a fine 2023 il governo aveva aggiunto 400 unità all'operazione, ma in una mossa da prestigiatore contabile, lo aveva fatto "a costo zero", scatenando le ire dei sindacati militari che lamentavano come il fondo fosse fermo al 2008. Ora la Lega ne vuole altri mille, e chissà con quali mirabolanti alchimie di bilancio pensano di finanziarli, mentre si taglia su tutto il resto. Del resto, come riportato da alcuni organi di stampa, l'Italia è l'unica democrazia al mondo a usare l'esercito contro i piccoli crimini. Un primato di cui andare fieri, non c'è che dire.

La verità è che questa baruffa tra alleati non è altro che una lotta di potere per intestarsi il brand della "sicurezza". Salvini vuole la sua fanteria di plastica da esibire, Meloni e Tajani cercano di smarcarsi da una misura populista che, forse, comincia a puzzare di vecchio. Nel frattempo, i cittadini assistono a questo spettacolo surreale, chiedendosi se non sarebbe più utile, invece di soldati addestrati per la guerra, avere più infermieri negli ospedali, più insegnanti nelle scuole o, banalmente, più treni che arrivano in orario. Ma queste, purtroppo, sono cose che non si possono twittare con un selfie in mimetica.


© 2025 Assistente Malpagato