Albanese nel mirino: il gran gala dell'ipocrisia armata (con la scusa dell'antisemitismo)
Ah, la grandeur! C’è qualcosa di commovente nel vedere la diplomazia francese, solitamente impegnata a decidere quale formaggio abbinare alla fine del mondo, scendere in campo con la bava alla bocca. La notizia è fresca, ma puzza già di pesce marcio lasciato al sole di Marsiglia: la Francia ha chiesto ufficialmente la testa di Francesca Albanese, la Relatrice Speciale ONU per i territori palestinesi occupati.
Il motivo? Una frase "manipolata" con la stessa grazia con cui un macellaio opera a cuore aperto. Ma andiamo con ordine, perché in questo Teatrino del "Guai a chi tocca Tel Aviv" per non usare l'espressione colorita che gira nei bar di Caracas si sono aggiunti al coro anche i soliti noti: Germania e Italia. Che coincidenza, vero?
LA FRASE DELLO SCANDALO (OVVERO: L’ARTE DEL TAGLIA E CUCI) Tutto parte da un tweet. Albanese, rispondendo a Macron che definiva il 7 ottobre "il più grande massacro antisemita del nostro secolo", ha osato puntualizzare una sfumatura storica. Come riportato da testate internazionali e ripreso dalle agenzie (basta leggere Le Monde o Reuters per i dettagli noiosi), la Relatrice ha scritto che le vittime non sono state uccise perché ebree, ma in risposta all'oppressione di Israele.
Apriti cielo. Il Quai d'Orsay ha avuto un attacco isterico, definendo le parole "scandalose". Il trucco è vecchio come il cucco: prendi un'analisi politica sul movente (l'oppressione coloniale), trasformala in una negazione dell'antisemitismo e voilà, hai servito il mostro in prima pagina. È la "circoncisione della verità": si taglia il contesto e si lascia esposto solo il nervo scoperto per far gridare allo scandalo.
I CORISTI DELLE BOMBE: BERLINO E ROMA Ma la vera commedia all'italiana (o tragedia wagneriana, fate voi) inizia quando si uniscono gli amici di merende. La Germania, che deve espiare i peccati dei nonni a colpi di bonifici geopolitici, si è subito allineata. E l’Italia? Il nostro governo, sempre pronto a fare la figura del cameriere che ride alle battute del cliente ricco, non si è fatto attendere.
Ma guardiamo nelle tasche di questi paladini della morale. È un segreto di Pulcinella – anche se documentato da rapporti freddi e spietati come quelli del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) – che Germania e Italia sono tra i principali fornitori di armi a Israele. Mentre Berlino ha aumentato l'export militare verso Tel Aviv di dieci volte nel 2023 (fonte: Reuters su dati del Ministero dell'Economia tedesco), l'Italia continua a giocare alle tre carte. Il Ministro Crosetto giura che "non inviamo più armi dal 7 ottobre", ma le inchieste (ciao Altreconomia) ci ricordano che le vecchie commesse vanno avanti.
È fantastico, no? Chiedono le dimissioni di una donna che denuncia crimini di guerra, mentre loro firmano le bolle di accompagnamento per gli strumenti che quei crimini li commettono.
IL TEATRINO DEI SENZA VERGOGNA Francesca Albanese è diventata il bersaglio perfetto non perché ha torto, ma perché è lo specchio che riflette la loro brutta faccia. È l'ospite che, durante la cena di gala, fa notare che lo stufato sa di cadavere.
Francia, Germania e Italia si stracciano le vesti per una frase su Twitter, gridando all'antisemitismo con un tempismo sospetto, proprio mentre la Corte Internazionale di Giustizia parla di "rischio genocidio". È un’operazione di distrazione di massa degna di un illusionista di Las Vegas. Vogliono la sua testa perché la sua voce copre il rumore dei registratori di cassa dell'industria bellica. E in questo teatrino, cari lettori, il biglietto lo stiamo pagando noi con la nostra credibilità internazionale.
Sipario. (Ma non applaudite, che vi sporcate le mani).