Ascolta l'ultima puntata del podcast

Editoriale: "epic fury", il nuovo blockbuster di trump e bibi

Usa e Israele attaccano Iran, le news in diretta

Editoriale: "epic fury", il nuovo blockbuster di trump e bibi (spoiler: non finisce bene)


28 Febbraio 2026. Segnatevi questa data, o tatuatevela sul collo come un trapper pentito, perché stamattina il mondo si è svegliato con l'odore del napalm e del caffè corretto plutonio. Mentre voi eravate impegnati a scrollare TikTok nel letto, Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno deciso di droppare la collaborazione più esplosiva dell'anno. E no, non è un remix di Kanye West.

Alle 7 del mattino (ora italiana, mentre la Meloni probabilmente stava ancora cercando di capire come gestire la rassegna stampa senza bestemmiare), Washington e Tel Aviv hanno lanciato l'operazione congiunta contro l'Iran. Gli americani, con quel gusto sobrio che li contraddistingue, l'hanno chiamata "Operation Epic Fury". Roba che nemmeno Michael Bay sotto acidi. Gli israeliani, più biblici, hanno risposto con "Ruggito del Leone" (Roaring Lion). Sembra il titolo di un documentario del National Geographic, invece è l'inizio della Terza Guerra Mondiale in 4K.

DAGOREPORT: Fonti dai bassifondi di Washington ci dicono che The Donald fremesse da settimane. "L'ora della vostra libertà è a portata di mano", ha twittato (pardon, "truthato") il Presidente col ciuffo, invitando gli iraniani a rovesciare il regime come se fosse un tavolo all'Oktoberfest. Un invito al regime change che ha la stessa delicatezza di un elefante in una cristalleria di Murano.

Ma andiamo ai fatti, quelli veri, perché la realtà supera sempre la sceneggiatura. Secondo la Reuters e quei gufi di Al Jazeera, il cielo di Teheran si è illuminato a giorno. Obiettivi? Non solo i soliti siti nucleari (che ormai vengono bombardati più spesso di quanto io paghi le tasse), ma direttamente il salotto di casa della Guida Suprema. Channel 12 israeliano giura che il complesso di Ali Khamenei è stato raso al suolo. Morto? Vivo? Nascosto in un bunker con Elvis e Prigozhin? L'agenzia Irna giura che è "al sicuro", ma intanto a Teheran c'è più fumo che a un concerto di Snoop Dogg.

E la risposta? Non si è fatta attendere, ovviamente. I Pasdaran, che non sono noti per il loro senso dell'umorismo, hanno lanciato la loro "True Promise 4" (sì, siamo al quarto capitolo, come Fast & Furious ma con i missili balistici). Pioggia di fuoco su Israele, sirene che suonano da Tel Aviv a Gerusalemme, e colpo di scena missili anche sulle basi americane nel Golfo. Qatar, Bahrein, Emirati: tutti sotto tiro. Se avevate prenotato le vacanze a Dubai per Pasqua, forse è il caso di optare per Riccione.

Intanto, a Palazzo Chigi, l'atmosfera è rilassata come in una sala d'attesa del dentista. Giorgia Meloni, svegliata all'alba dalle notifiche dell'ANSA (o forse dalle urla di Crosetto che cercava l'elmetto), ha convocato un vertice d'emergenza. C'erano tutti: Tajani (già pronto a evacuare anche i gatti delle ambasciate), Salvini (probabilmente occupato a twittare "Chiudiamo i porti ai missili") e Mantovano a recitare il rosario. La linea ufficiale? "Sostenere ogni iniziativa per l'allentamento delle tensioni". Traduzione: "Speriamo che non ci tirino in mezzo o il prezzo della benzina arriva a 5 euro al litro".

Perché alla fine, cari lettori, il vero dramma non è la geopolitica, ma il portafoglio. I mercati stanno già ballando la macarena sui barili di petrolio. Lo stretto di Hormuz è più caldo di una chat di gruppo tra ex fidanzati. E mentre Mosca condanna l'attacco definendolo "aggressione non provocata" (detto da loro fa quasi ridere, se non fosse tragico), noi siamo qui a guardare la diretta streaming dell'apocalisse.

Quindi, preparate i pop-corn, o forse le scatolette di tonno. "Epic Fury" è appena iniziata, e ho la vaga sensazione che i titoli di coda siano ancora molto, molto lontani.


© 2025 Assistente Malpagato