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Lo "stabilicum": l'ultimo gratta e vinci del centrodestra per blindare le poltrone (e salvare capra e cavoli)

Legge elettorale, centrodestra deposita testo a Senato e Camera

Lo "stabilicum": l'ultimo gratta e vinci del centrodestra per blindare le poltrone (e salvare capra e cavoli)

C’è un profumo inconfondibile che si leva dai palazzi romani quando la legislatura supera il giro di boa e l’odore delle urne inizia a farsi sentire, anche se mancano ancora mesi al 2027. È un mix di sudore freddo, inchiostro fresco e quella fragranza stantia di "salviamo il salvabile". Signore e signori, habemus "Stabilicum".

Sì, avete letto bene. Mentre voi dormivate sonni tranquilli (o vi rigiravate pensando alle bollette), nella notte tra mercoledì e giovedì, come riportano le gole profonde di Open e Il Tempo, gli sherpa del centrodestra hanno partorito il mostro. Un testo depositato con la stessa discrezione di un elefante in una cristalleria, che promette di regalaci la cosa più ambita dai politici e più temuta dagli elettori: la Stabilità. O meglio: l'immobilità geologica dei loro fondischiena sugli scranni.

IL PREMIO "MONSTRE" E LA MATEMATICA CREATIVA

La bozza, che secondo l’Adnkronos è composta da tre articoletti striminziti ma letali, è un capolavoro di ingegneria costituzionale (o incostituzionale, fate voi). Il cuore pulsante? Un ritorno al proporzionale addio collegi uninominali, addio facce da schiaffi che dovevano fingere di conoscere il territorio ma con un trucco da prestigiatore di terza categoria: il premio di maggioranza.

Se la coalizione tocca il 40%, scatta il jackpot: 70 seggi extra alla Camera e 35 al Senato. Una roba che nemmeno al Black Friday di Amazon. E se non ci arrivano? Qui scatta il genio, o la disperazione, a seconda dei punti di vista. Come spifferato da Unione Sarda, si parla di un ballottaggio eventuale se si resta nella "zona grigia" tra il 35% e il 40%. Insomma, se non vincono subito, ci riprovano finché i conti non tornano. È il metodo "doppia chance" applicato alla democrazia.

LE LISTE BLOCCATE: IL TRIONFO DEI "NOMINATI" (E LA PAURA DI SALVINI)

Ma il vero succo gastrico di questo "Stabilicum" (nome che sembra un farmaco per il reflusso, e forse lo è) sta in quello che non c'è. Non ci sono le preferenze. Qui la trama si fa degna di House of Cards in salsa amatriciana. Secondo i retroscena de Il Giornale e L'Identità, Giorgia Meloni forte del suo brand personale le preferenze le voleva eccome. "Scrivi Giorgia" e via. Ma chi si è messo di traverso, piantando i piedi come un mulo leghista? Matteo Salvini.

Il Capitano, terrorizzato dall'idea che qualche generale ribelle (leggasi Vannacci, l'incubo ricorrente di Via Bellerio citato dai rumors di Agenda Politica) potesse prendere più voti di lui, ha preteso e ottenuto i listini bloccati. Niente più "scrivi il nome", ma "prendi il pacchetto". I parlamentari li scelgono i segretari di partito nel chiuso delle loro stanze, possibilmente insonorizzate per non far sentire le urla di chi resta fuori. È il ritorno dei "nominati", la vendetta della casta che si auto-riproduce per partenogenesi.

IL PREMIER FANTASMA

E il famoso "Premierato"? Quella riforma madre di tutte le battaglie? È finita in un comma. Il nome del candidato premier, ci dicono le fonti di RedazioneNews, sarà indicato nel programma della coalizione, ma non sulla scheda elettorale. Un contentino per il Quirinale, per non far arrabbiare Mattarella (o il suo successore), e una mossa gattopardesca: cambiare tutto per non cambiare nulla.

L'OPPOSIZIONE? NON PERVENUTA (O QUASI)

Dall'altra parte della barricata, il PD di Elly Schlein urla all' "irricevibilità" e all'arroganza, come riporta Open. "È questa la priorità per l'Italia?", tuonano i Dem. Risposta breve: per l'Italia no, per chi deve garantirsi la rielezione nel 2027, assolutamente sì. Conte scivola nei sondaggi, Calenda twitta compulsivamente, e il centrodestra, zitto zitto, si sta cucendo addosso l'abito su misura per la prossima festa. In sintesi: lo "Stabilicum" è servito. Un proporzionale che profuma di Prima Repubblica, corretto con un premio di maggioranza da Seconda Repubblica, servito con l'arroganza della Terza. Preparate i popcorn (e il Maalox). La campagna elettorale è appena iniziata, ed è già truccata.


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