Vannacci apre la Cantina di Chalmun sul Naviglio
Tatooine, pianeta desertico, sistema binario. O forse siamo solo alla periferia dell'Impero, quella più sfigata, dove il sole picchia doppio e la feccia, per dirla con le parole di un vecchio eremita del posto, "non la troverai mai più schifosa e malvagia". Suona familiare? Cambiate le dune di sabbia con la nebbia padana e avrete il quadro completo. Perché Roberto Vannacci, il generale incursore della politica italiana, dopo aver piantato in asso Matteo Salvini e la sua Lega, ha finalmente inaugurato il suo locale. Non un partito, ma un vero e proprio franchising del "Mondo al Contrario": la Cantina di Chalmun.
L'addio al Carroccio, d'altronde, era nell'aria. Un corpo estraneo, lo definivano i governatori nordisti, una "anomalia" nel movimento, come lamentava Attilio Fontana. E come dargli torto? Il Generale, con il suo mezzo milione di preferenze prese da "indipendente", si sentiva stretto in un partito che, a suo dire, non era abbastanza "destra non moderata". E così, con un commiato degno di una soap opera sudamericana, ha lanciato la sua "cosa nera", un progetto dal nome che è tutto un programma: "Futuro Nazionale". O almeno ci ha provato, prima di scoprire che il marchio era già stato registrato nel 2011 da un ex grillino. Gaffe degna di Jar Jar Binks.
Ma non divaghiamo. La vera notizia è l'apertura di questo nuovo, scintillante abbeveratoio per la feccia e la malvagità della galassia. Un posto dove, finalmente, i "normali" potranno sentirsi a casa, lontani dalla dittatura del politicamente corretto. Ma chi saranno i nuovi avventori? Quali creature aliene popoleranno i tavoli di questo spazioporto del pensiero unico al contrario? Grazie a fonti esclusive (il nostro droide spia R2-D2 travestito da boccale di birra), siamo in grado di fornirvi un'anteprima del bestiario vannacciano.
Al bancone: I "Superuomini della Normalità"
Seduti sugli sgabelli più alti, troveremo loro: i guardiani della fiamma, i difensori dell'italianità con la pelle bianca, come certificato dalla "statistica" del Generale. Sono quelli che ti spiegano che "normali non lo siete, fatevene una ragione!", come ha scolpito Vannacci nel suo vangelo, "Il Mondo al Contrario". Parlano con un lessico che sembra uscito da un manuale del Ventennio, rivendicando il diritto all'odio come se fosse l'ultimo baluardo della libertà. Ti guardano storto se non sei eterosessuale, perché per loro "omologare tutti quanti in un'unica umanità che non rappresenta nessuno è questo il grande errore".
In un angolo buio: I "Ghettizzatori Compulsivi"
Sono una razza silenziosa ma tenace. Sognano un mondo ordinato, pulito, con classi separate per i disabili, perché, come ha candidamente ammesso il Generale, "un disabile, però, non lo metterei di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri". Una visione che, come ha sottolineato il vicepresidente della CEI, ci riporta "ai periodi più bui della nostra storia". Loro non lo chiamano ghetto, ma "aiuto peculiare". Dicono di non essere "specializzati in disabilità", ma hanno le idee chiarissime su come separare il grano dal loglio, i normodotati dagli "altri". Le loro proposte, definite un "pugno nello stomaco" dalle associazioni, sono musica per le orecchie degli avventori della Cantina.
A suonare nella band: Le "Fattucchiere Pentite" e i "Mussoliniani Statistici"
Sul palco, un gruppo improbabile. Alla voce, le femministe redente, quelle che hanno capito di essere solo "fattucchiere" e ora inneggiano al patriottismo. Al basso, nostalgici che ti spiegano con calma olimpica che Mussolini, in fondo, "è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato". Una perla di revisionismo storico che fa impallidire persino le teorie terrapiattiste. E poi c'è l'ossessione per la X Mas, citata come un mantra, un simbolo di un passato che non passa.
I buttafuori: I "Legittimi Difensori con Cacciavite"
All'ingresso, a selezionare la clientela, ci sono loro. Pronti a tutto, perché non si sa mai. D'altronde, lo stesso Vannacci si chiede, parlando di un potenziale aggressore: "Cosa ne so se in tasca non abbia un martello o un cacciavite da usare prontamente?". Nel dubbio, meglio sparare prima e chiedere poi. Sono la milizia del "buonsenso", quella che vede minacce ovunque e crede che la percezione soggettiva del pericolo sia più importante della realtà.
Questa è la nuova fauna che popolerà l'universo Vannacci. Un "Futuro Nazionale" che sa tanto di passato remoto, un covo dove chi si sente escluso dal "mondo moderno" può finalmente trovare conforto. Un posto dove le parole "inclusione" e "diversità" sono bestemmie e dove Paola Egonu non potrà mai rappresentare l'italianità per via dei suoi "tratti somatici".
Salvini, dal canto suo, si dice "deluso e amareggiato". Ma forse, in fondo, dovrebbe solo ringraziare. Perché il Generale, aprendo la sua Cantina, ha semplicemente portato via i clienti più imbarazzanti, lasciando la Lega a gestire un bar di provincia, forse un po' vuoto, ma almeno con meno mostri. E come direbbe Han Solo prima di far secco Greedo: meglio così. La feccia è meglio che stia tutta nello stesso posto. Fa meno danni.
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