Apocalypse trump: bibi torna in libano (ancora?), l'iran fa il tiro al piattello a riad e donald vuole il nobel per la guerra
Apocalypse trump: bibi torna in libano (ancora?), l'iran fa il tiro al piattello a riad e donald vuole il nobel per la guerra
Mentre il mondo si chiede se comprare iodio o popcorn, Netanyahu entra a Beirut come fosse a casa sua e Teheran decide che l'Ambasciata USA in Arabia Saudita è il nuovo bersaglio del Laser Game. E il Presidente Trump? "Risponderemo". Spoiler: non sarà con un mazzo di fiori.
È il 3 marzo 2026, signori, e se pensavate che il 2024 fosse stato un anno "intenso", tenetevi forte perché il remake è sempre peggio dell'originale. La notizia è fresca come un pesce lasciato al sole di Tel Aviv: i tank israeliani stanno nuovamente piallando il sud del Libano perché evidentemente la prima volta non era venuta bene e, colpo di scena degno di una serie Netflix scritta da uno sceneggiatore sotto acidi, l'Iran ha deciso di saltare i preliminari e colpire direttamente l'Ambasciata USA a Riad.
Sì, avete letto bene. Riad. Arabia Saudita. Il regno di MBS, l'uomo che voleva comprare il calcio mondiale e si ritrova con i missili persiani nel salotto buono.
Ma la vera domanda che rimbalza dai corridoi di Washington alle redazioni di Dagospia non è "perché", ma "perché Donald gode?". Il Presidente degli Stati Uniti, fresco di permanente arancione, ha twittato (pardon, "veritato" su Truth Social): "L'Iran ha fatto un grosso errore. Risponderemo come mai visto prima! Bibi sta facendo quello che deve fare!".
LA BROMANCE TOSSICA: DONALD & BIBI Perché Donald sta aiutando Benjamin "Bibi" Netanyahu a scatenare la Terza Guerra Mondiale? Semplice: è l'arte del deal, ma scritta col napalm.
Come riportava il New York Times già nel lontano 2024, la strategia di Netanyahu è sempre stata una: la sopravvivenza politica attraverso il conflitto perenne. Bibi senza guerra è un pensionato con tre processi a carico. Bibi in guerra è Churchill (nella sua testa). E Trump? Trump ama i vincitori, o almeno quelli che fanno abbastanza casino da coprire i suoi.
Donald non sta "aiutando" Israele per amore di Sion. Lo sta facendo perché, come ha spifferato Axios citando fonti vicine alla Casa Bianca, il tycoon vede in questo caos l'opportunità finale: distruggere l'eredità diplomatica dei Democratici, far saltare il banco con l'Iran (che lui ha sempre odiato, ricordate l'uscita dall'accordo sul nucleare?) e costringere l'Arabia Saudita a un'alleanza militare forzata con Israele. È il "Patto di Abramo" sotto steroidi e minaccia nucleare.
RIAD BRUCIA, TEHERAN RIDE (PER ORA) L'attacco all'ambasciata USA a Riad è la "Red Line" che Obama non ha mai avuto il coraggio di tracciare e che Trump non vede l'ora di oltrepassare con un B-52. Fonti del Wall Street Journal confermano che il missile era iraniano, ma la tempistica è sospetta quanto una dieta di un influencer. L'Iran colpisce proprio mentre Israele invade il Libano? È un suicidio assistito o sanno qualcosa che noi non sappiamo?
Forse sanno che gli USA sono stanchi. O forse, come suggeriva un editoriale di Haaretz mesi fa, l'escalation è l'unica via d'uscita per un regime dei Mullah che scricchiola internamente.
IL GRANDE BLUFF Ma torniamo a Donald. "Risponderemo". Come? Bombardando i siti nucleari iraniani? O mandando Jared Kushner a vendere multiproprietà a Teheran? La verità, cari lettori, è che Trump sta usando Bibi come il suo "cane pazzo" (citazione che il generale Mattis usava per sé, ma che ora calza a pennello al premier israeliano). Se Israele fa il lavoro sporco in Libano e provoca l'Iran, gli USA possono entrare in scena come i "salvatori" che radono al suolo tutto per poi ricostruire (con contratti alle aziende amiche, ça va sans dire).
È il rollingstonismo della geopolitica: rumore, fiamme, ego smisurati e nessuna preoccupazione per le comparse (cioè noi, e i civili).
Preparate i bunker. O almeno, assicuratevi che il Wi-Fi prenda bene sottoterra.